Stasera.

9 12 2010

Nell’ambito del Mediterrante Film Festival, interessante proiezione (ore 18.30) del Film “OIL”, di Massimiliano Mazzotta. Un video-inchiesta sul polo petrolchimico sardo e in particolare sulla raffineria Saras del gruppo Moratti. Seguirà dibattito con il regista e Nello De Padova.

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Sulle strade di Barney.

19 10 2010

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Oggi vi segnalo il nuovo libro di Christian Rocca, Sulle strade di Barney - Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler (ed. Bompiani). Non perchè l’abbia già letto e, quindi, apprezzato, a tal punto da consigliarvene l’acquisto. Ma solo perchè sono certo che sarà così. Qualche anticipazione la trovate sul suo blog (www.camilloblog.it), o in giro qua e la’ sul web. Buona lettura. La mia comincia stasera.

pdf_logo.jpgRassegna stampa 19 ottobre 2010;



Perchè.

14 09 2010

Al mio fraterno amico Luca Lacerenza (questo il suo blog http://lakyluck.altervista.org), la vittoria dell’edizione 2010 del concorso di poesia “La stradina dei Poeti”. Complimenti, fratè. Siamo fieri di te!

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pdf_logo.jpgScarica l’articolo;



Barletta città d’arte.

2 04 2009

Dal rapporto sulle “Città d’arte del Mezzogiorno” (pubblicato dal Cidac in collaborazione con Mecenate 90) emerge che Barletta, fresca di nomina insieme ad altri 35 Comuni Pugliesi, ha saputo valorizzare (dati 2007) il suo patrimonio culturale, ha incrementato gli spettacoli dal vivo, ha prodotto il massimo tasso (in Puglia) di occupazione lordo (46%) nelle strutture ricettive ed è stata tra le città che più hanno speso per il comparto culturale (nella gestione teatrale è tra le prime insieme a Catania; per gli eventi culturali si contende - dopo Palermo e Napoli - le posizioni di vertice con Cosenza e Ragusa).

Tutto ciò gli è valso il titolo di “Città d’arte del Mezzogiorno”. E noi siamo felici. Poi qualcuno potrà pure chiedersi: ma sono questi i parametri oggettivi per essere considerata tale?



A Richard Wright.

15 09 2008

Consiglio Comunale, ore 20.15 circa. Sopsensione della seduta per alcuni minuti. Ho appena letto la notizia della morte di Richard Wright, tastierista dei legendari Pink Floyd. La cosa non interesserà a molti, ma a me si. E tanto. Sono cresciuto musicalmente con questa straordinaria band e con la magia della loro musica. Una musica senza tempo. Già, il tempo, come quella straordinaria canzone chiamata “Time”. Appunto, tempo. Cantata magistralmente nella seconda e quarta strofa proprio da Richard Wright. Non ci resta che rileggerla e canticchiarla. Questo è il modo più bello per ricordare un grande che se ne va. Sperando che la Terra gli sia lieve.

TIME

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way
 
Tired of lying in the sunshine, staying home to watch the ram
You are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

 
And you run and you run to catch up with the sun, but it’s sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death
 
Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the english way
The time is gone, the song is over, thought I’d something more

Traduzione

Ticchettano via i minuti che riempiono un giorno tedioso
E tu sbrindelli e sciupi le ore per strade fuori mano
Gironzolando per un angolo della tua città
Aspetti che qualcuno o qualcosa ti mostri la via
 
Stanco di giacere al calore del sole, di restare in casa
a guardare la pioggia
Sei giovane e la vita è lunga, c’è tempo da ammazzare, oggi
E poi un giorno scopri che dieci anni ti hanno voltato le spalle
Nessuno ti ha detto quando correre e ti sei perso il segnale dì partenza
 
E corri e corri per raggiungere il sole ma sta tramontando
Correndo in tondo per rispuntare di nuovo dietro di te
Il sole è lo stesso nella solita via ma tu sei invecchiato
Respiro più corto e d’un giorno più vicino alla morte 
 
Ogni anno si fa più breve, non sembri mai pago del tempo
Fra progetti che finiscono in niente o mezza pagina
di righe scarabocchiate
Sopravvivere in quieta disperazione, al modo inglese
Il tempo è andato, la canzone è finita anche se avrei altro da dire



Barletta culturale.

26 02 2008

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Quando la cultura valorizza l’identità, il risultato è assicurato. Sempre un gran bel risultato. E’ innegabile che una piccola parte del nuovo corso delle politiche culturali del Comune di Barletta, si stia dimostrando strategicamente un successo. Il filone riferito all’identità culturale, appunto. Quello che cementa l’accettazione delle tradizioni comuni e le esporta come patrimonio imprescindibile. Una politica culturale non può vivere dell’oggi, di una tantum, di un’evento. Essa ha bisogno di lungo respiro, di programmazione, di un filo conduttore in grado di fare esplodere un concetto nella sua massima rappresentatività. Sotto questo aspetto, l’ottimo successo delle mostre degli anni scorsi, la stabilizzazione della Pinacoteca a Palazzo della Marra, il clamore per l’acquisto della “Signora Napoletana” e, in generale, la valorizzazione dei nostri talenti, si sta mostrando una vera e propria chiave di volta. E non è finita. Ieri ho avuto il piacere di assistere alla conferenza stampa di presentazione della Mostra “Paris 1900. La collezione del Petit Palais di Parigi”, tenutasi presso la Presidenza della Regione Puglia. Una mostra delle collezioni d’arte del Musèe des Beaux de la Ville de Paris che, dopo Tokyo, Rio de Janeiro, Berlino e Madrid, approderà a Barletta, nella “Pinacoteca De Nittis”. Un processo, poi, che spero si concluda con la volontà dell’Amministrazione Comunale (2010?) di realizzare una mostra tutta dedicata a De Nittis, proprio a Parigi. Nel frattempo la programmazione per il prossimo anno ci riserva un’altra grande sorpresa: Giovanni Boldini, un’altra icona dell’impressionismo, quello dalla pennelata veloce e audace, colui il quale - si dice - riuscisse a dipingere un volto con soli “quattro” colpi di pennello. 

Avanti così. Nella speranza che gli sforzi economici del Pubblico, stimolino anche gli investimenti dei privati.



Cia(c)k.

22 01 2008

Ok. Visto che la nausea della crisi politica sta cominciando a venir fuori dalle orecchie, ripieghiamo sul Cinema. American Gangster, Bianco e nero, Non è mai troppo tardiSignorina Effe. Tutti, rigorosamente, in questa settimana. Tra Barletta e Roma. L’ha consigliato pure il dottore.



Ancora su De Nittis.

17 12 2007

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A proposito del noto impressionista Barlettano, segnaliamo una sua opera messa all’asta tra il 9 e l’11 dicembre scorso dalla casa Napoletana Blindarte. Si tratta dello “Studio per un paesaggio”, olio su tavoletta (cm 10,5x 20,5), recante anche la firma dell’autore (firma abbastanza diversa dal solito). Opera, la cui autenticità è stata confermata (sulla base di una fotografia) dalla prof.ssa Christine Farese Sperken, la stessa che qualche settimana fa aveva sollevato i dubbi sull’autenticità della “Signora Napoletana”.

Agli esperti, il giudizio.



La Cambusa in libreria.

17 10 2007

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Dopo la sbornia elettorale è giunto il momento di ritornare a far qualcosa di più serio: mantenere la nostra cultura su livelli accettabili. Oggi andrò in libreria ad acquistare “La Cambusa - Storia d’amore e di altre malattie” edito da Rizzoli. Lo faccio perchè mi sembra interessante (e sono certo di non rimanerne deluso) e poi perchè uno degli autori, Tommy Dibari, è un mio caro amico da qualche decennio. Sono veramente contento per lui. Raro esempio di talento, creatività e tenacia.



Nuove idee per guardare il futuro. Le tue.

30 06 2007

Da oggi questo blog inaugura un’altra rubrica, che parlerà di cultura, arte, gusto, fascino, viaggi, libri, cinema e musica. Insomma, di tutto un po’ e di tutto ciò che in qualche modo provoca emozioni ai sensi. Lo facciamo - come sempre - nel migliore dei modi, aprendoci all’esterno e raccogliendo le migliori sollecitazioni che provengono dalla rete, rendendo plastica la nostra idea di blog, quel luogo orizzontale, non solo patrimonio di chi lo detiene ma ti molti. Direi di tutti. Proprio perchè le idee sono tali solo se vengono condivise.

CHAGALL E LE MERAVIGLIE

di Nina R. & Laura C.

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Dolcezza e vigore, sensibilità e potenza: sono questi i punti cardine che caratterizzano le opere di Marc Chagall in esposizione al Complesso del Vittoriano,all’interno della retrospettiva più completa mai realizzata in Italia. Le vicissitudini personali del pittore si ripercuotono sulla sua arte: emergono, così, la tradizione russa, i legami affettivi, i frequenti viaggi dovuti alla sua condizione di ebreo in fuga dagli orrori dell’antisemitismo. Esemplare è il ciclo degli Amanti e degli Sposi, raffigurati sotto differenti prospettive ed angolazioni e con molteplici colori di fondo,ad evidenziare la sua felicità coniugale. E ancora fiori,animali,esseri viventi trasformati in creature mitiche che popolano il suo immaginario di artista figurativo. Opera di grande spessore è poi “La caduta dell’Angelo”, ripresa più volte nel corso degli anni ed emblema della volontà di denunciare al mondo il dramma del popolo ebraico alla vigilia del secondo conflitto mondiale.  “La caduta dell’Angelo” rappresenta l’inizio di un periodo cupo per Chagall, in cui alla tragedia del suo popolo si unisce quella intima e personale rappresentata dalla morte dell’amata moglie Bella.  

L’amore per i colori e per la natura riemergerà solo grazie alla luce del sud della Francia, dove il pittore vivrà gli ultimi anni della sua vita, in un percorso che lo porterà ad allontanare dalle sue opere quell’ombra che per lunghi anni le aveva oscurate.