Tabacci.

31 01 2008

 

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Credo che la fuoriuscita di Bruno Tabacci (insieme a quella di Baccini) dall’Udc, non aggiunga nessun beneficio numerico alla possibilità di formare un Governo a tempo da parte dell’incaricato Franco Marini. Per cui quello che dirò di lui, non si presta lontanamente all’ipocrisia che sfodererebbero coloro i quali, in queste ore, sarebbero pronti ad esclamare elogi e lodi a chi lascia un partito o uno schieramento politico per salvarne un altro. Se solo si potesse radicare, in tutto l’arco Costituzionale, la cosapevolezza della gravità di quest’”ora”, riuscendo a capire che il bene da tutelare non è l’interesse di parte ma il Paese (e non perchè lo dicono la Cei, Confindustria, le Confederazioni di categoria ad ogni livello, le imprese e i cittadini comuni), molto probabilmente avremmo fatto un passo avanti. Non mi meraviglia affatto il gesto di Tabacci. Perchè non mi meraviglia chi lascia il suo partito per amore delle sue idee, al contrario di chi sacrifica le sue idee sull’altare del suo partito. Ma questo è un ragionamento lungo, che non appassiona, probabilmente d’altri tempi, sicuramente fuori da questo tempo.

Conosco da molto anni e bene Bruno Tabacci, la sua elevatissima caratura morale, la sua acuta visione politica e la sua indiscutibile competenza amministrativa. Tabacci rappresenta una delle menti più lucide della medicocrità politica esistente. Non so dove andrà, ne per quale progetto si impegnerà. Quel che so, e tanto basta, è che il Paese in questo momento ha bisogno anche di lui.



Consigli.

30 01 2008

Il 9 e 10 febbraio prossimi, il Partito Democratico eleggerà organi e classe dirigente provvisori a livello comunale, per poi eleggere le segreterie provinciali entro il 17 dello stesso mese. Il clima non è dei migliori, in tutt’Italia, o meglio non è da partito che ambisce ad essere leader e punto di riferimento dell’ormai agonizzante centrosinistra. Lotte intestine, accaparramenti di poltrone, difesa ad oltranza di posizioni precostituite, insomma, un vecchio refrain con un nuova etichetta. A tutto ciò si aggiunga la crisi di Governo e l’ormai ineluttabile processo che ci porterà alle urne nel prossimo Aprile (salvo miracoli dell’ultim’ora).

Al genio Veltroni e al suo staff dei sapienti (quelli che frequentano il loft, per intenderci), mi sentirei di consigliare di sospendere il processo di costituzione territoriale del Partito, per evitare strappi, divisioni, dipartite, lacerazioni ed altri guai, in questo momento delicatissimo. Non per il PD, ma per il Paese.

Ovviamente, questo sarà un consiglio che si perderà nel vuoto, come nel vuoto sono già cadute tutte le raccomandazioni per evitare di fargli proferir altre cazzate. Come quella di presentarci da soli alle prossime consultazioni elettorali. Esternazione a seguito della quale il Governo è caduto, il centrosinistra deceduto e Berlusconi risorto.



Quello che vorremmo.

28 01 2008

 

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Pare che le giaculatorie della politica Italiana non suscitino più interesse nemmeno negli addetti ai lavori. Le parole sono sempre le stesse, le azioni pure. Governo di responsabilità nazionale, di transizione per le riforme, di solidarietà per la legge elettorale, consultazioni, vassallum, porcellum, mattarellum e non so cos’altro si inventeranno. Per evitare di entrare in un irreversibile stato di confusione, occorre non parlarne e nemmeno interessarsene per un po’. Anzi, bisogna ripiegare. Su cosa? Semplicemente su chi può insegnarci qualcosa.

Don’t well we can’t change, esclamò ieri chiudendo il suo discorso dopo la schiacciante vittoria in South Carolina, mentre chi gli stava attorno gli rispondeva yes we can. Barack Obama è un fiume in piena, un tank che sta irrompendo nello statico e conservatore ingranaggio del sistema Americano. Barack Obama è il futuro, quello che dice è cio che vorremmo sentirci dire, quello che propone è ciò che vorremmo ci proponesse chi ci governa. La partita per Denver è ancora aperta e il risultato finale al quanto incerto. Ne sapremo qualcosa in più martedì 5 febbraio. Il super Tuesday. Ciò che è certo è che per la Clinton (lacrime comprese) non sarà facile.

(Intanto, per Barack altri due sostenitori d’eccezione, la figlia di JFK, che lo definisce come il padre e il Senatore Ted Kennedy, il fratello minore della grande dinastia)



Crisi di Governo.

25 01 2008

In queste ore penso alla nostra Italietta e mi vengono in mente le parole del buon Kierkegaard: “la nave è ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani.”



O vittoria, o morte.

24 01 2008

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Beh, tutto si potrà dire al buon Romano, tranne di non aver avuto le palle di affrontare l’amara realtà a viso aperto. E’ probabile che abbia qualche flebile certezza sui numeri, o è ancora più probabile che il suo ostinato orgoglio abbia preso il sopravvento sulle consuete soluzioni (sotterfugi) che il processo politico del caso gli poteva offrire. Fatto sta che alle 15.00 si recherà al Senato a chiedergli fiducia e per il Centrosinistra sarà o vittoria o morte.



Cia(c)k.

22 01 2008

Ok. Visto che la nausea della crisi politica sta cominciando a venir fuori dalle orecchie, ripieghiamo sul Cinema. American Gangster, Bianco e nero, Non è mai troppo tardiSignorina Effe. Tutti, rigorosamente, in questa settimana. Tra Barletta e Roma. L’ha consigliato pure il dottore.



Vaffanculo.

17 01 2008

Pur con ritardo (perchè di solito si usa a caldo, in quanto frutto dell’istinto) mutuo questa locuzione, già ampiamente utilizzata dall’ormai “difensore civico d’Italia”, Grillo (quello che, per intenderci, oltre a buttar veleno su tutto e tutti, pensando di essere il salvatore della Patria, rifiuta pure il confronto con chi glielo chiede - leggi qui), rivolgendomi agli strenui sostenitori della laicità, ai loro ipocriti affanni sulla difesa di una società liberale e alla loro inaccettabile intolleranza “da museruola” nei confronti di chi la pensa diversamente da loro. Altro che casta. Mi riferisco, ovviamente, a tutti coloro che hanno protestato e inveito sulla presenza del Papa alla Sapienza di Roma, ai quali vorrei ricordare che, proprio perchè ci siamo lasciati alle spalle i tempi della “censura” e della “Santa inquisizione”, oggi ci continua a piacere l’idea di vivere in un mondo dove a nessuno possa esser messo il bavaglio per ciò che pensa o dice. A nessuno. Tutto ciò, al di la del merito della questione.



Cartucce bagnate.

15 01 2008

E’ da un po’ di tempo che evito di parlare del nostro pseudo-nuovo Partito. Non che non ne senta il bisogno, ma solo perchè ho sempre rifiutato il pensiero di appartenere ad un contenitore che abdicasse alle idee e alla colleggialità, a favore del leaderismo. Non foss’altro per evitare un’inutile remake, visto che la storia, un Partito con queste caratteristiche, ce l’ha già consegnato. Forza Italia, appunto. E di leaderismo e autoreferenzialità si può parlare a giusta ragione, sia a livello centrale che a livello periferico. Mi dicono che entro febbraio dovremo eleggere gli organi comunali e provinciali provvisori del PD. E coloro che avranno il diritto al voto sono solo quelli che hanno votato per le Primarie del 14 ottobre che, per rivotare, dovranno versare 5 euro cadauno, ma che in compenso rientreranno a casa gioiosi di aver ricevuto l’attestato di socio fondatore del Partito.

Ebbene si, è questo l’epilogo di una volontà tanto decantata nelle piazze, quanto mai attuata. Quella di un partito aperto (nell’espressione dei suoi organismi dirigenti e nelle sue decisioni), partecipato e differente nei modi di gestione del passato. Ma a quanto pare, tutti i paladini del nuovismo (come ampiamente prevedibile) si stanno mostrando non all’altezza delle aspettative.



Eliminata l’indennità, solo gettoni.

9 01 2008

Ritengo, senza false ipocrisie, che le modifiche introdotte dalla Finanziaria 2008 in tema di riduzione dei costi della politica e in particolare per i Consiglieri Circoscrizionali, Comunali, Provinciali, Comunità Montane e quant’altro, siano state opportune e giuste. Non foss’altro perchè le degenerazioni tipiche della nostra Italietta non erano più tollerabili. Dico questo, nonostante io sia fortemente consapevole che la politica - per chi la fa - ha dei costi notevoli, sotto tutti i punti di vista. Tuttavia però, almeno ai nostri livelli, deve rimanere un hobby. Una passione.

Ma veniamo a noi. Le modifiche riguardano l’art. 82 (indennità) del Testo Unico sugli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000). E’ stata abrogata “l’indennità di funzione” e ai Consiglieri Comunali verrà corrisposto unicamente un gettone di presenza per la partecipazione ai Consigli e alle Commissioni. In nessun caso, inoltre, l’ammontare complessivo percepito nell’ambito di un mese, potrà superare 1/4 dell’indennità massima prevista per il rispettivo Sindaco (stabilita con il Decreto n° 119 del 2000).

Nella nostra fattispecie, il Comune di Barletta rientra nella fascia di popolazione che va da 50.001 a 100.000 abitanti e prevede un’indennità di funzione per il primo cittadino di 8.000 euro lordi al mese. Va da se che la somma dei gettoni di presenza che i Consiglieri potranno accumulare, non potrà superare 1/4 della suddetta cifra.

Che dire, una riforma che andava fatta, che forse poteva essere concepita in modo migliore, che poteva prevedere una maggiore e più drastica riduzione dei costi a livello centrale (quelli che davvero incidono), ma che comunque rappresenta un timido segnale di cambiamento. Non ci voleva il populismo e i “vaffanculo” di Grillo per scuotere le coscienze di chi, per nostro conto, legifera in Parlamento, ma a quanto pare questo resta il paese che riesce (quando riesce) a svegliarsi solo quando la misura è davvero colma.



15 days in America.

7 01 2008

Non che la “monnezza” e gli altri fatti di casa nostra non ci interessano, ma la bellezza e la passione per la politica Americana ci lascia esterrefatti. Quello riportato su è un bellissimo video dell’esperienza che stanno vivendo 5 ragazzi su e giù per i luoghi dove si stanno svolgendo le Primarie Americane. Attraverso foto, incontri, interviste e aneddoti, ci raccontano di questa straordinaria esperienza. E noi, con non poca invidia, rimaniamo qui a contemplarci nelle giaculatorie della politica Italiana. Quella eterna valle di lacrime.