Barletta culturale.
26 02 2008
Quando la cultura valorizza l’identità, il risultato è assicurato. Sempre un gran bel risultato. E’ innegabile che una piccola parte del nuovo corso delle politiche culturali del Comune di Barletta, si stia dimostrando strategicamente un successo. Il filone riferito all’identità culturale, appunto. Quello che cementa l’accettazione delle tradizioni comuni e le esporta come patrimonio imprescindibile. Una politica culturale non può vivere dell’oggi, di una tantum, di un’evento. Essa ha bisogno di lungo respiro, di programmazione, di un filo conduttore in grado di fare esplodere un concetto nella sua massima rappresentatività. Sotto questo aspetto, l’ottimo successo delle mostre degli anni scorsi, la stabilizzazione della Pinacoteca a Palazzo della Marra, il clamore per l’acquisto della “Signora Napoletana” e, in generale, la valorizzazione dei nostri talenti, si sta mostrando una vera e propria chiave di volta. E non è finita. Ieri ho avuto il piacere di assistere alla conferenza stampa di presentazione della Mostra “Paris 1900. La collezione del Petit Palais di Parigi”, tenutasi presso la Presidenza della Regione Puglia. Una mostra delle collezioni d’arte del Musèe des Beaux de la Ville de Paris che, dopo Tokyo, Rio de Janeiro, Berlino e Madrid, approderà a Barletta, nella “Pinacoteca De Nittis”. Un processo, poi, che spero si concluda con la volontà dell’Amministrazione Comunale (2010?) di realizzare una mostra tutta dedicata a De Nittis, proprio a Parigi. Nel frattempo la programmazione per il prossimo anno ci riserva un’altra grande sorpresa: Giovanni Boldini, un’altra icona dell’impressionismo, quello dalla pennelata veloce e audace, colui il quale - si dice - riuscisse a dipingere un volto con soli “quattro” colpi di pennello.
Avanti così. Nella speranza che gli sforzi economici del Pubblico, stimolino anche gli investimenti dei privati.
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(Barletta, 1998)





