
La Finanziaria 2008, sull’onda emotiva di una possibile quanto non risolutiva risposta al crescente sentimento dell’antipolitica, apportò alcune significative novità sulla riduzione dei costi della stessa. Partendo dal basso, dagli Enti locali, passando per i numerosi Enti inutili fino ad arrivare – seppur in maniera blanda - al livello centrale (a proposito, ieri Veltroni dichiarava di voler abbassare gli stipendi dei Parlamentari, adeguandoli a quelli dei loro colleghi europei). Per i Comuni, le modifiche hanno riguardato l’art. 82 (Indennità ) del TUEL. Fu abrogata “l’indennità di funzione� e da gennaio, ai Consiglieri Comunali viene corrisposto unicamente un gettone di presenza per la partecipazione ai Consigli e alle Commissioni. In nessun caso, inoltre, l’ammontare complessivo percepito nell’ambito di un mese, potrà superare 1/4 dell’indennità massima prevista per il rispettivo Sindaco (4.500.000 €). Mentre, in passato, il limite da non superare era 1/3 dello stipendio del primo cittadino.
Un po’ di stroria.
A Barletta (dove, ad onor del vero, da molti anni si applicava un regime di indennità minima per i Consiglieri Comunali), i rappresentanti dei cittadini avevano facoltà di optare tra un gettone di presenza per le sedute a cui avevano partecipato e un’indennità di funzione mensile, dalla quale si detraeva – di volta in volta - una somma pari al gettone di presenza, in caso di assenza dalle adunanze. Nel 2007, la quasi unanimità del Consiglio Comunale, anche in ragione di un adeguamento dovuto al nuovo status di città capoluogo di Provincia, decise di aggiornare l’indennità , portandola (scaglionata in tre anni, sarebbe andata a regime nel 2009) al livello massimo, (1/3 dello stipendio del Sindaco, ovvero 1.500 €). La cosa suscitò polemiche, che passarono presto nel dimenticatoio. Il sottoscritto, da Presidente della I^ Commissione, si preoccupò di far approvare un emendamento con il quale veniva aumentata anche la somma del gettone ai fini della detrazione. Per cui, a tutti i Consiglieri Comunali che non partecipavano alle riunioni, veniva detratta dall’indennità , non più la somma di 37 euro ma quella di 52 euro.
La situazione attuale.
Fatta la Legge, trovato l’inganno. Era più che naturale pensare che, anche con l’abrogazione dell’indennità , qualcuno avrebbe aggirato l’ostacolo attraverso il cumulo dei gettoni di presenza. Come? Attraverso ripetute riunioni di Commissioni (anche più d’una al giorno) che, fino alle modifiche de quo, si riunivano quasi sempre in sede consultiva (art.21 del Regolamento), ovvero per esprimere un parere non vincolante sugli atti di competenza calendarizzati in Consiglio comunale.
Ora, beninteso, non ce l’ho con i colleghi che hanno fatto una scelta diversa dalla mia (credo di essere stato uno dei pochi Presidenti di Commissione a non aver convocato la stessa se non obbligato, in sede consultiva, ad esaminare atti da portare in Consiglio Comunale), ma credo che a tutto ci sia un limite. Come mi piace credere che le riunioni delle Commissioni vengano fatte per discutere dei problemi reali della città . Qualcuno mi dice che, dopo le modifiche della Finanziaria 2008, la spesa sia addirittura aumentata. A tal punto che il Dirigente del settore si è dovuto formalizzare per iscritto, evidenziando che l’esponenziale aumento delle adunanze, potrebbe non essere supportato dalla copertura finanziaria a seguito del mancato trasferimento Statale. Oltre, ovviamente, al danno sulle casse comunali dovuto all’incremento di lavoro straordinario dei segretari verbalizzanti alle stesse adunanze. Beh, questo mi sembra proprio tanto. E lo dico al netto delle cose che odio: il moralismo, i benpensanti, la facile ipocrisia e la speculazione.
A proposito, quello che vedete su, è il mandato di pagamento del mese di Gennaio, frutto delle sole sedute “comandate”. Ovviamente, se domani s’affaccerà la Corte dei Conti, sarò il primo a dormire sonni tranquilli. Ma non penso solo a me, penso ai quattrini della collettività .