Nonostante tutto.

31 03 2008

Evitiamo, per ovvie ragioni, di commentare la domenica sportiva che ci siamo lasciati alle spalle, aspettando di consolarci domani nell’arena dei gladiatori. Tuttavia, il fine settimana ha regalato a Barletta e all’intero territorio della Sesta Provincia, un evento importantissimo: l’inaugurazione della Struttura Complessa di Radioterapia, che conferisce ulteriore prestigio all’Ospedale “Dimiccoli”, elevandolo a vero e proprio centro d’eccellenza e all’altezza dei nosocomi più efficienti di Puglia. Nonostante tutto.



Alla frutta.

28 03 2008

Visto che tra poche ore comincerà un intenso week end (che dal Marchese passerà per Grottaglie e s’allungherà fino a Roma-Manchester) e nel week end si ride e si sta allegri, noi (anche per rispetto alla par condicio) ci prepariamo già da ora con questa clip.



Aspettando Denver.

26 03 2008

In attesa di risposta definitiva su voli, percorsi, e sistemazioni alberghiere, non nascondo che sto vivendo con l’incubo che in agosto, a Denver, io finisca per assistere alla nomination della Clinton, piuttosto che di Barack Obama. La cui cosa mi susciterebbe non poco malumore. Per questo e per mille altri motivi, se avessi potuto, nel mese di aprile (piuttosto che occuparmi - nel mio piccolo - della campagna elettorale in Italia) avrei voluto essere cittadino Americano. Dello Stato della Pennsylvania, dove il 22 aprile si svolgeranno le Primarie dei Democratici che asseggneranno una cospicua fetta di delegati (188), determinando una svolta per la corsa alla nomination.

Nel frattempo, non manchiamo di prender lezioni di comunicazione politica innovativa dagli amici d’oltreoceano. Su, la nuova clip di “Obama Girl”, la modella sostenitrice “numero 1″ del Senatore, che promette di battere il record della prima: 7 milioni di contatti in poco più di un mese. Di seguito quella del PD (a quanto pare apprendiamo in fretta) (!):



Le rondini volano e i corvi nidificano.

25 03 2008

Le abbuffate Pasquali ci hanno inevitabilmente distolto dalle buone letture. Prima fra tutte, il fondo di Ilvo Diamanti su Repubblica di domenica scorsa: “I giovani invisibili tentati dalla destra”. Diamanti ci regala un’analisi interessante e - specie nella parte supportata da dati empirici - largamente condivisibile, dalla quale potremmo trarre qualche spunto di riflessione. Mentre negli anni novanta il voto dei giovani era spostato decisamente a sinistra, oggi l’orientamento politico è cambiato. I dati dimostrano che i giovani (tra i 18 e i 29 anni) che voterebbero per l’alleanza guidata dal Pdl superano di 5 punti percentuali quelli che voterebbero per quella guidata dal Pd. Il tema principale dello spostamento di questi flussi, spiega Diamanti, è il Lavoro. Mentre il Pd e la Sinistra Arcobaleno deterrebbero il voto di studenti e di coloro che si recano alle urne per la prima volta, il centrodestra deterebbe il consenso di coloro che hanno esperienze di lavoro (Diamanti li chiama “giovani vecchi”). Come se lavorare (paradossalmente) sarebbe di destra. Ma le conclusioni a cui giunge Diamanti, evidenziano il desiderio dei giovani di non appartenere ne a destra ne a sinistra (di ripiegare sui V-Day), di voler vivere una condizione di “spirito radicale” che affonda le radici nell’incertezza sul futuro e sulla certezza che, in quel futuro, la loro condizione sarà peggiore di quella dei loro padri.

Mi chiedo se l’unica via d’uscita può essere la tortuosa strada dell’antipolica, che salvo solo nella parte della denuncia dei figli nei confronti della degenerazione dei loro padri e che parallelamente non mi stancherò mai di stigmatizzare per la latente opera di persuasione basata sull’ipocrisia moralizzatrice e sulla convinzione del detener la verità assoluta. Sempre a scapito di un’alternativa possibile. Mario Adnolfi, su Europa, parla del recupero dell’identità come possibile soluzione. Di quell’identità democratica legata al fare “rete”, magari attraverso forme di democrazia diretta.

E’ importante, ma non basta. C’è bisogno di recuperare una dimensione ideale e valoriale che prescinda dal giudizio sulle storture altrui e riesca a porre in ognuno di noi la consapevolezza del “si puo fare, perchè no!”. (Anche da trantenni “bamboccioni”. Quelli che, come me, hanno attribuito al termine il significato più simpatico: stare con mamma perchè come lei, le camicie non le stira nessuno). L’alternativa, per chi non è disposto ad alzare il culo dalla sedia, togliersi le pantofole e arrotolarsi le maniche (nella politica come nel lavoro, nell’economia come in tutti i segmenti della società), è il lento abbandonarsi in un consapevole quanto - a volte - comodo oblio. In questo caso, le rondini continueranno a volare, i corvi a nidifcare e qualche furbo a strumentalizzare.



Contro il sistema. Contro, anche, se stessi.

22 03 2008

Pur avendo tanti guai nel PD, ci concediamo il lusso di divagare, osservando quelli in casa altrui. Poi ritorniamo a lavare i panni a casa nostra e ci compiaciamo (almeno questo) per la scelta fatta di presentarci soli alle prossime elezioni politiche. Soli o giù di li.



Sul PD a Barletta.

20 03 2008

Dell’evitar che la nascita del Partito Democratico fosse il frutto di una fusione a freddo tra i due partiti fondatori (Dl e Ds), ci siamo riempiti la bocca un po’ tutti. Questo accadeva nel recente passato, quello Costituente. Un po’ perché si doveva scongiurare il risultato di una mera somma algebrica, un po’ perché avevamo bisogno di sciogliere una caramella in un bicchier d’acqua, spacciarla per medicina e ingoiare un placebo che rendesse meno traumatico il distacco dalle nostre identità. Dalle nostre origini. Fu così che, anche gli appassionati della second’ora come me, dopo un lungo respiro, divennero addicted.

Al PD Barlettano, credo ci sia stata l’adesione numerica più significativa d’Italia. Nella fase costituente: 7 degli 8 consiglieri Comunali dei Ds, 4 dei 5 della Margherita, 7 Socialisti, 1 dei Verdi, 1 di Rinnovamento Puglia, 1 del Psdi, per un totale di 22 Consiglieri (compreso il Sindaco). In quest’ultima settimana ci sono stati altri 2 nuovi ingressi ufficiali, quelli del defunto partito dell’Udeur. Ma non è finita qui. E’ di queste ore la notizia per la quale i restanti 3 consiglieri del Psdi stanno aderendo al PD. Per cui, dopo questi innesti, il Partito potrà contare su 27 consiglieri comunali su 40.

Ora, premesso che non sono settario e fazioso, che ho una visione della politica ad includere e non ad escludere, che il nuovo soggetto contribuirà ad eliminare la frammentazione con buona pace della proposta politica e della stabilità dei governi ai vari livelli (speriamo), premesso tutto questo, mi chiedo se è troppo obsoleto il modo di ragionare secondo il quale i singoli soggetti facenti parte di un nuovo progetto, non debbano possedere una minima affinità politica, culturale, identitaria, valoriale e direi pure ideale. E guardate, non lo dico da romantico difensore di valori legati a ideologie che non hanno ragione d’esser più professate, se non nell’ispirazione ideale della pratica quotidiana del far politica e dell’essere per gli altri. Anch’io, nato, cresciuto e pasciuto nel ventre Democristiano, mi sono adeguato al segno dei tempi, ad un progetto politico nuovo per un secolo nuovo, di rottura con i vecchi schemi e le incrostazioni della visione politica del ‘900. Ma allo stesso tempo, credo che la comune appartenenza futura, debba essere delimitata, con coraggio, da una linea sottile in grado di salvaguardare il “progetto alto� e rifiutare l’opportunismo. Già, l’opportunismo, quello di cui la politica non dovrebbe mai sentire il bisogno.

Nonostante tutto, però, continuiamo ad essere fiduciosi. Ma se ne parli, cari amici, anche correndo il rischio di farla risultare un’ennesima vexàta quaèstio. Se ne parli.



Politica. Riduzione dei costi?

19 03 2008

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La Finanziaria 2008, sull’onda emotiva di una possibile quanto non risolutiva risposta al crescente sentimento dell’antipolitica, apportò alcune significative novità sulla riduzione dei costi della stessa. Partendo dal basso, dagli Enti locali, passando per i numerosi Enti inutili fino ad arrivare – seppur in maniera blanda - al livello centrale (a proposito, ieri Veltroni dichiarava di voler abbassare gli stipendi dei Parlamentari, adeguandoli a quelli dei loro colleghi europei). Per i Comuni, le modifiche hanno riguardato l’art. 82 (Indennità) del TUEL. Fu abrogata “l’indennità di funzione� e da gennaio, ai Consiglieri Comunali viene corrisposto unicamente un gettone di presenza per la partecipazione ai Consigli e alle Commissioni. In nessun caso, inoltre, l’ammontare complessivo percepito nell’ambito di un mese, potrà superare 1/4 dell’indennità massima prevista per il rispettivo Sindaco (4.500.000 €). Mentre, in passato, il limite da non superare era 1/3 dello stipendio del primo cittadino.

Un po’ di stroria.

A Barletta (dove, ad onor del vero, da molti anni si applicava un regime di indennità minima per i Consiglieri Comunali), i rappresentanti dei cittadini avevano facoltà di optare tra un gettone di presenza per le sedute a cui avevano partecipato e un’indennità di funzione mensile, dalla quale si detraeva – di volta in volta - una somma pari al gettone di presenza, in caso di assenza dalle adunanze. Nel 2007, la quasi unanimità del Consiglio Comunale, anche in ragione di un adeguamento dovuto al nuovo status di città capoluogo di Provincia, decise di aggiornare l’indennità, portandola (scaglionata in tre anni, sarebbe andata a regime nel 2009) al livello massimo, (1/3 dello stipendio del Sindaco, ovvero 1.500 €). La cosa suscitò polemiche, che passarono presto nel dimenticatoio. Il sottoscritto, da Presidente della I^ Commissione, si preoccupò di far approvare un emendamento con il quale veniva aumentata anche la somma del gettone ai fini della detrazione. Per cui, a tutti i Consiglieri Comunali che non partecipavano alle riunioni, veniva detratta dall’indennità, non più la somma di 37 euro ma quella di 52 euro.

La situazione attuale.

Fatta la Legge, trovato l’inganno. Era più che naturale pensare che, anche con l’abrogazione dell’indennità, qualcuno avrebbe aggirato l’ostacolo attraverso il cumulo dei gettoni di presenza. Come? Attraverso ripetute riunioni di Commissioni (anche più d’una al giorno) che, fino alle modifiche de quo, si riunivano quasi sempre in sede consultiva (art.21 del Regolamento), ovvero per esprimere un parere non vincolante sugli atti di competenza calendarizzati in Consiglio comunale.

Ora, beninteso, non ce l’ho con i colleghi che hanno fatto una scelta diversa dalla mia (credo di essere stato uno dei pochi Presidenti di Commissione a non aver convocato la stessa se non obbligato, in sede consultiva, ad esaminare atti da portare in Consiglio Comunale), ma credo che a tutto ci sia un limite. Come mi piace credere che le riunioni delle Commissioni vengano fatte per discutere dei problemi reali della città. Qualcuno mi dice che, dopo le modifiche della Finanziaria 2008, la spesa sia addirittura aumentata. A tal punto che il Dirigente del settore si è dovuto formalizzare per iscritto, evidenziando che l’esponenziale aumento delle adunanze, potrebbe non essere supportato dalla copertura finanziaria a seguito del mancato trasferimento Statale. Oltre, ovviamente, al danno sulle casse comunali dovuto all’incremento di lavoro straordinario dei segretari verbalizzanti alle stesse adunanze. Beh, questo mi sembra proprio tanto. E lo dico al netto delle cose che odio: il moralismo, i benpensanti, la facile ipocrisia e la speculazione.

A proposito, quello che vedete su, è il mandato di pagamento del mese di Gennaio, frutto delle sole sedute “comandate”. Ovviamente, se domani s’affaccerà la Corte dei Conti, sarò il primo a dormire sonni tranquilli. Ma non penso solo a me, penso ai quattrini della collettività.



Outing.

18 03 2008

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Non ho mai parcheggiato su un scivolo per portatori d’handicap, nonostante - a volte - la tentazione sia stata forte. Non foss’altro perchè, di corsa, in mancanza di parcheggio e col traffico impazzito, trasgredire per pochi minuti mi sarebbe sembrato meno grave del mandare all’aria Santi e Madonne (beh, capita!). Tuttavia, pur scazzottando con la coscienza, ho più volte sperimentato la sosta sulle strisce gialle (quelle - però - dove non è segnalato il numero di targa dell’assegnatrio…magra consolazione), o la fermata sulle strisce pedonali e su quelle blu senza grattino. Queste ultime, però, con giusta e consapevole remissione del peccato: a casa colleziono multe.

Se Campagne di questo tipo potranno servire a scuotere le campane della coscienza e ad alimentare una piccola riflessione sul senso civico di ognuno di noi, che i Barlettani gli diano un caloroso benvenuto. A me, la coscienza l’hanno già un po’ scossa. Perchè non è assolutamente vero che alcune cose, o le hai dentro oppure non ce le hai e di conseguenza non le potrai mai avere. Vero è che l’educazione, oltre ad essere un dovere nei confronti del prossimo, è un diritto verso noi stessi, al quale - qualche volta - bisogna dare la sveglia.



Grosse Koalition.

18 03 2008

Nella campagna elettorale più assurda e sottotono che la storia Repubblicana ci abbia mai consegnato, i “militi ignoti” (i candidati che nessuno conosce) fanno a gara a spararle più grosse. Ma ciò che esce dalle canne dei loro fucili, sono mezze cartucce, anzi, son cartucce bagnate. La cosa, da un lato inquieta, dall’altro suscita ilarità. La nostra Italietta, avrà bisogno pure di Santi ed eroi, ma gli slogan lascino il passo agli uomini seri, con programmi seri e idee serie. Non so se i circa 50 milioni di Italiani che si recheranno alle urne, potranno contribuire a determinare le sorti di questo Paese a crescita zero. Immagino che, ancora una volta, le subiranno. Come sono sempre più convinto che la transizione è ancora lunga e l’unica via d’uscita - purtroppo - sarà un mediocre inciucio.

Una grossa coalizione a tempo determinato, che ricomponga le vertebre di un Paese scoglionato.



Quando le parole non servono.

17 03 2008

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