Consiglio Comunale. Work in progress.

30 03 2009

Da stamattina alle 9.30, siamo in Consiglio Comunale per discutere il Bilancio di Previsione 2009. Per come si sta protraendo il dibattito, credo ne avremo ancora per molto (i lavori sono trasmessi in diretta su Studio 5). 

Sul metodo, il solito clichè: la maggioranza propone, la minoranza si oppone, la maggioranza si difende, la maggioranza approv(erà)a. Unica idea comune: la focaccia durante la pausa pranzo.

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Nel mertito, visto che in questi giorni si è fatto un gran parlare del cosiddetto “pacchetto anticrisi” (interventi una tantum per un totale di € 990.951,00), ve lo “posto” dettagliatamente, così mi dite cosa ne pensate. In seguito, esprimerò un pensiero più compiuto sull’intero provvedimento di Bilancio previsionale.

Pacchetto Anticrisi

Incremento servizio di refezione scolastica € 63.300,00;

Potenziamento servizio educativo specialistico € 130.724,00;

Incremento recupero socio scolastico € 15.497,00;

Incremento sezioni primavere € 13.720,00;

Bonus elettricità € 15.000,00;

Potenziamento assistenza domiciliare anziani € 185.000,00;

Incentivazione affido familiare € 20.000,00;

Potenziamento servizio domiciliare handicap € 109.760,00;

Potenziamento mensa disagiati € 45.000,00;

Sostegno alla micro impresa settore turismo € 40.000,00;

Supporto alla aggregazione di imprese nel settore turismo € 20.000,00;

Supporto alla promozione nel settore turismo € 20.000,00;

Tirocini formativi nel settore commercio €30.000,00;

Supporto alla aggregazione di imprese nel settore commercio € 10.000,00;

Sostegno alla micro impresa settore commercio € 40.000,00;

Supporto alla promozione nel settore commercio € 10.000,00;

Borse lavoro nel settore artigianato € 30.000,00;

Supporto alla aggregazione di imprese nel settore agricoltura € 20.000,00; 

Supporto alla promozione nel settore agricoltura € 20.000,00;

Incremento centro comunale antiviolenza € 2.750,00;

Incremento servizi centro polivalente anziani € 37.200,00;

Tirocini formativi nel settore industria € 40.000,00;

Rafforzamento della rete locale a sostegno dell’inserimento lavorativo € 20.000,00

Interventi sociali a favore di soggetti titolari di Pis 53.000,00;



Applausi.

28 03 2009

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Quando, stamattina, passeggiando per le strade di Andria ho visto questo manifesto, ho pensato a quando Belzebù diceva che “i Verdi sono come i pomodori, alla fine diventano sempre Rossi”. Ma subito dopo mi sono accorto di quanto il paragone fosse poco appropriato. In quei tempi, infatti - per quanto le idee del partito “ambientalista” fossero prossime a quelle della nobile tradizione “comunista”, fino ad essere alla lunga fagocitate - si parlava quanto meno di politica. Oggi, invece, no. E ciò che mi scandalizza di più è che ad alimentare campinilismi e divisioni tra città e popolazioni, non siano solo - a torto o ragione - i Comitati di lotta (pro o contro Provincia), ma anche i partiti politici. Non una lista civica, ma un partito politico. Non un partito regionale, ma un partito politico nazionale. Con una struttura, una storia, una tradizione, valori precisi e regole di democratica convivenza. Non era mai successo, ve lo assicuro. Non così pubblicamente, mai così platealmente. A riguardo, mi piacerebbe sapere qual’è l’idea dei Verdi di Barletta.

E prima che qualcun’altro ci inviti a recarci a piedi nudi a “Colonna” (proprio per non far torto a nessuno e citare anche il terzo capoluogo, Trani), si sappia che ci rendiamo disponibili sin d’ora a “scì a scalz sol for a Madonn du Sturpeit”.

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Si può fare di più.

25 03 2009

Miei cari amici della blogsfera, sulla vergognosa vicenda del “mercato nero” sull’acquisto degli immobili a Barletta, emersa dalla puntata delle Iene di venerdì scorso, si è detto già tutto. Con il dovuto sdegno.Tranne quello che in realtà si doveva dire. Tranne quello che avrei voluto sentire dal nostro primo cittadino. Che non ha competenze in materia, si sappia, ma che invece di convocare i “palazzinari” (quelli che ci andranno) per dirgli “mi raccomando fate i bravi”, avrebbe potuto convocare i capitani di Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato e formalizzarsi presso la Procura della Repubblica per chiedergli di aprire un’indagine. Il giorno dopo. A tappeto.



Spot.

23 03 2009

Deludente, lungo e prolisso, lo spot di Francesco Ventola. Peraltro scopiazziato (con 5 anni di ritardo) dai pionieri Michele Emiliano e Nichi Vendola. Che, per questo genere, hanno fatto scuola. In Italia.



Alla finestra.

18 03 2009

Quello che è accaduto in questi giorni all’interno del PD della Bat, dovrebbe indurci tutti ad una seria ed oculata riflessione. Abbiamo preso atto di dimorare in un partito dove manca il principio cardine della democrazia interna: il discutere, il confrontarsi, il contraddittorio, il trovare una soluzione condivisa. Ascoltare gli interventi dell’Assemblea provinciale di sabato (e i retroscena delle riunioni preparatorie alla stessa) è stato un esercizio di puro autolesionismo cerebrale. Una classe dirigente gretta, conservatrice, bigotta e autolesionista. Una discussione noiosa, lenta e ripetitiva, in pieno linguaggio politichese e priva di una minima visione strategica.

Sapevamo tutti di non disporre di un “messia” al nostro interno, come abbiamo compreso sin dal principio le difficoltà oggettive di far coesistere due città antagoniste e con un culto esagerato della loro storia, in una Provincia così atipica. Sapevamo anche che la classe dirigente del partito provinciale, litigiosa e piagnona, avrebbe ostacolato il processo di scelta del candidadto oggettivamente migliore. Ma qualcuno, come me, non immaginava che l’epilogo di un dibattito senza contenuti, sarebbe stato quello di abbassare una saracinesca verso l’esterno, prediligendo il mai tramontato metodo autocentrico.

Il PD è un partito che non vuol bene al suo futuro. Il PD è un partito affezzionato ad un presente di comodo. Il PD è un partito che non trova le ragioni migliori per il suo agire nemmeno dal suo passato, dalla sua storia. Proprio perchè non ha una storia e quando manca la storia vengono a mancare i valori, gli ideali e le idee per i quali donne e uomini liberi si impegnerebbero per il bene delle loro comunità. Il PD applaude (eccome se lo applaude) il nuovo, ma dello stesso ha paura. Lo teme. Teme di scalfire  un’autoreferenzialità fine a se stessa e fuori dal tempo.

Ho fin troppo rispetto per la sig.na MARMO, per il candidato Presidente del PD. La sua storia parla chiaro. Ha servito (per tanto tempo e con più ruoli) la sua comunità con la passione e il rigore che l’hanno sempre contraddistinta. Lo ha fatto - a mio avviso - bene e per questo merita stima. Tutta la mia stima. Ma tutto questo non basta. O perlomeno non bastava in questa delicatissima partita. La scelta del partito è stata la più infelice che si potesse mettere in campo. E non mi interessa nemmeno più spiegarne i motivi.

Meglio abbandonarsi alla riflessione, all’inevitabile ricerca dei pensieri migliori, al fatto che qualcuno di noi avrebbe voluto cimentarsi a cambiare qualcosa e alla domanda “ma non ha esperienza politica” avrebbe voluto rispondere “meno male”. Nella quiete di questi giorni, invece, ci vien chiesto coraggio. A loro, a tutti loro, alla classe dirigente piagnona (mentre quancun’altro se la canta), gli rispondiamo: “lasciate che i morti seppelliscano i loro morti, noi siamo diversi dagli stanchi e rari sostenitori di un mondo ormai superato”.



Via Fani.

16 03 2009

A Domenico, Oreste, Raffaele, Giulio e Francesco. Per non dimenticare e per continuare a ricordarli nel silenzio di una preghiera.



Pause.

16 03 2009

Domenica 15 marzo 2009, ore 20.00. Il conclave (e mai parola fu più esatta) del PD sceglie Pina Marmo come candidato Presidente della BAT.

Ore 20.30. Rassegno le dimissioni dall’Assemblea Provinciale del Partito.

Vi risparmio ogni commento, compresa la cronaca di una giornata triste che ha avuto come protagonista un partito allo sbando, piegato su se stesso e condotto da dirigenti sordi e impreparati a recepire il grido di dolore che arriva dalla società.

Un grazie sincero a Tommy Dibari, che voleva incarnare una vera novità, che ha scaldato i cuori ma ha trovato di fronte a se un muro. Quello della bieca autoreferenzialità.



La parola ai cittadini.

10 03 2009

Dopo la rinuncia di Vincenzo Zaccaro, ieri sera il coordinamento provinciale del PD ha approvato una mozione (36 si, 18 no) con la quale ha approvato le Primarie interne al Partito per la scelta del candidato Presidente da sottoporre al vaglio della coalizione. I dettagli su modalità e tempi di svolgimento delle stesse, verranno resi noti in questi giorni.

Allo stato, era l’unica strada percorribile. La parola ora passa ai cittadini, a tutti coloro che vorranno dare il loro contributo per scegliere un candidato all’altezza di rappresentare non già gli interessi di una città, ma di un’intera comunità territoriale.



Stanno lavorando per noi (?)

9 03 2009

L’autolesionismo del PD sta rasentando il paradosso. In questo fine settimana ne sono successe di tutti i colori. Ma quel che più preoccupa è che non è finita qui. Sabato mattina, un gruppo di autorevoli dirigenti (Sindaci di centrosinistra della Bat, Segreteria provinciale, Parlamentari e Segreteria regionale), in un contesto autoreferenziato, ha proposto la candidatura andidatura del Sindaco di Andria, Vincenzo Zaccaro a Presidente della Provincia. Una soluzione viziata per due ragioni: 1) perchè presa sulla testa degli organi territorialmente competenti a decidere; 2) perchè la scelta, pur autorevole del primo cittadino di Andria, metterebbe in seria difficoltà il popolo Barlettano di centrosinistra. Di contro, a problemi così gravi si continua a rispondere con la pancia e non con la testa. Il PD barlettano, infatti, supportato da quel che è rimasto della coalizione, ieri sera ha chiesto al Sindaco di Barletta di contrapporre la sua candidatura a quella del suo collega. Lui, ha accettato.

Ma dico, è una guerra tra città o una competizione elettorale? Il compito delle classi dirigenti serie e responsabili è quello di alimentare la contrapposizione o quello di cercare di mitigare gli animi e proporre soluzioni in grado di preservare la dignità di tutti?

Mi sono sforzato, per quanto flebile voce in un contesto che fa delle reazioni istintive ormai il suo modo di agire, di far capire che l’unica - dico unica - strada percorribile resta quella delle Primarie. Dare la parola ai cittadini, alla base incazzata, a tutti quelli che in questo momento stanno ridendo (giustamente) di noi e dei nostri comportamenti, mi sembra la sola via d’uscita. Per le ragioni di cui ho parlato in questi giorni, prima fra tutte la difficoltà primordiale ed oggettiva di far parte di un ente di area vasta che comprende due città con un culto elevato delle rispettive personalità.

Ecco perchè, oggi, nella riunione di Coordinamento Provinciale che sancirà la scelta del candidato alla Presidenza, bisogna abbassare i toni, non contrapporre in maniera sterile persone, città e popolazioni, far comprendere a Michele Emiliano che un Territorio come il nostro - quando vuole - è capace anche di autodeterminarsi e far passare l’idea dele Primarie.

Dopodichè, quando questo “teatrino” sarà concluso, se rimarrà un po’ di tempo, faremmo bene a pensare alla campagna elettorale e ai nostri veri avversari politici. Perchè, oggi, i nostri avversari sono le nostre ombre e il retaggio di una cultura che continua ad essere zavorra di idee e comportamenti.



Primarie subito.

4 03 2009

Finalmente sembra muoversi qualcosa. Poca roba (nessuno s’illuda), ma tanto basta per iniziare. Ieri sera il PD Barlettano ha fatto sua la proposta delle Primarie (aperte a tutti) su scala provinciale, affidando alla Segreteria Provinciale l’iniziativa di convocare gli organi collegiali e indirle. Questo per evitare il gioco al massacro che si sta perpetrando tra i dirigenti territoriali del Partito ai vari livelli. Mi fa piacere che dell’iniziativa si cominci a parlare. E non solo sul web (Andrialive.it - Bat24ore.it - Corriere dell’Ofanto - Canosaweb - La Gazzetta Nord-Barese - Murocontromuro).

Nonostante tutto, però, bisogna mantenere alta la guardia. Pare che la segreteria regionale del PD abbia dato al livello territoriale il termine massimo di una settimana per la scelta del candidato. In caso contrario verrà imposto da “Bari”. A tutto ciò opperremo dura resistenza, non solo invitando la stanza dei bottoni “Barese” a leggere lo Statuto, ma mobilitandoci coi fatti. Perchè le parole, ora, non servono più.