Comincio a credere che la costante tendenza all’autolesionismo, nel centrosinistra, sarà un connotato che non potremo più toglierci di dosso. Quello che sta accadendo in Puglia, fronte candidatura a Presidente, è quanto di più assurdo potevamo immaginare potesse accadere. Qualcuno lo ipotizzava, qualcun’altro stentava a crederci, altri ancora lo hanno scientemente provocato e attuato. Mettere in discussione Nichi Vendola (che, come tutti, non è esente da colpe e responsabilità, anche sulle vicende oscure e negative della sua gestione), significa mettere in discussione il progetto complessvo del centrosinistra in Puglia. E camuffarlo dietro il banale motivo dell’allargamento della coalizione, è un ulteriore schiaffo all’intelligenza dei Pugliesi. Badate, non è protezionismo, non si tratta di salvare “la capra per salvare i cavoli”, non è il desiderio di trincerarsi dietro l’onesta personalità del “rivoluzionario gentile” per coprire gli errori di una classe dirigente. Si tratta di salvare un patrimonio, una vicenda politica che non ha precedenti nel nostro Paese, un processo - ebbene si, lento - rivoluzionario e mai troppo contundente di gestire la Pubblica Amministrazione e di intendere la politica.
Allora provate a chiederglielo a chi lo immaginava già. A chi ha abindolato le coscienze, vendendo l’inversione di rotta politica all’interno del Partito Democratico, come la medicina che potesse curare il male del non sentir parlare più di sinistra. Agli ispiratori di una piattaforma politico-programmatica che è stata chiara e netta sin dal principio: “allarghiamo la coalizione e torniamo ad un modello che va da Mastella, passa per la socialdemocrazia e arriva a Turigliatto”.
E continuate a chiamarla salvaguardia dei valori nobili della sinistra? E Pierluigi Bersani, in tutto questo, cosa dice? E la mozione che ha portato Sergio Blasi a capo del PD in Puglia, cosa dice? E tutti coloro che hanno dato fiducia ad una linea politica che avrebbe dovuto svegliare le coscienze della - troppe volte invocata quanto mai attuata - politica di sinistra, che dicono? Ve lo dico io: “Nichi Vendola non può prescindere dal volere di un’intera coalizione e non può essere ostacolo al processo di aggregazione, per cui se necessario deve fare un passo indietro”.
Ma, mi chiedo: qual’è la coalizione? Chi ne determina i confini? Chi scandisce tempi e modi di aggregazione? Tutto questo non è riformismo, tutto ciò non è progressismo, quel che sta accadendo non è “valore”. E’ solo un vergognoso modo di svincolarsi da un’assunzione di responsabilità. E il maggiore responsabile di questa grave condotta è proprio il Partito Democratico. A tutti i livelli.
Fa specie anche a me, credetemi, sentirmi proferire queste parole. Io che sono nato e cresciuto nel ventre largo della “balena”, io che avrei dovuto gioire per lo spostamento al centro dell’asse. Ma così non è, amici. Ci sono regole e principi ai quali non possiamo derogare; valori, scelte e comportamenti che non si possono sacrificare sull’altare della convenienza e dell’opportunismo.
A meno chè non si scelga la strada più giusta: le Primarie.