Regionali 2010. Comunicare/2

9 02 2010

Sempre a proposito di “comunicare”, il cui esercizio, in politica, non può essere circoscritto solo a spot elettorali o slogan sui manifesti, la campagna elettorale regionale si sta pian piano riscaldando. Tra i candidati già in moto, 2 esempi simpatici.

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Michele Boccardi, che si candida con la PDL e ci comunica di amare la Puglia proprio come la ama la Poli Bortone: I love!

Giacomo Olivieri, con uno dei suoi 4 spot tematici (gli altri 3 li potete vedere qui). Ripeto, simpatici.

Per quanto riguarda i siti web, invece, due su tutti, quello di Guglielmo Minervini e quello di Mario Loizzo. Almeno finora.



Regionali 2010. Comunicare.

8 02 2010

La verità è che ha proprio una spinta in più. A dimostrarlo è anche la campagna di comunicazione presentata pochi giorni fa. L’idea di rispondere con le filastrocche a chi gli attribuisce un’azione politica ispirata dalla poesia, è semplicemente straordinaria.

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Ai limiti del sostenibile.

5 02 2010

Ho appreso, con non poca rabbia e senso di frustrazione, la notizia dell’abbandono del gruppo consiliare del PD da parte del Consigliere Nicola Defazio. Le motivazioni addotte da Defazio nella sua lettera di dimissioni, non possono e non devono cadere nel vuoto, come la gran parte delle vicende accadute negli ultimi mesi, a cui il partito non ha saputo dare adeguata risposta.

Siamo giunti – credo - ad un limite oltre il quale non è più possibile andare avanti. La mancanza di dibattito politico, l’assenza di elaborazione della proposta, il totale scollamento tra il partito che avrebbe dovuto rappresentare la centralità della coalizione e l’Amministrazione Comunale, ci impone di fare una riflessione urgente e di ampio respiro. Sia sul PD che sui rapporti dello stesso con l’Amministrazione Comunale; sulle scelte strategiche, sul rispetto delle linee programmatiche di mandato, sui metodi di elaborazione e di discussione politica all’interno del Partito, sulla disciplina e la condotta di tutti coloro che ne fanno parte.

Si registra, con tristezza, la riduzione del dibattito ad una esclusiva difesa degli interessi elettivi dei singoli. La naturale forma di partecipazione democratica cede il passo a decisioni unilaterali e monocratiche, giuste o sbagliate che risultino. E la difficoltà maggiore è quella di restare inerti, senza parole ne’ giustificazioni, di fronte ad un opinione pubblica che non comprende le dinamiche di un circolo assai vizioso. Questo non è il Partito Democratico e popolare al quale, pur propinatoci dall’alto, abbiamo aderito. Occorre, pertanto, fermarsi e riflettere, discutere e affrontare i problemi, assumerci responsabilità. Non so se, in realtà, potremo rimettere insieme e nella giusta direzione interessi e culture eterogenee presenti in questo progetto politico, ma vogliamo evitare di gettare la spugna prima di aver tentato un’inversione di rotta.

Ecco perché esprimo la piena solidarietà a Nicola Defazio, invitandolo a tornare sui suoi passi, per contribuire a generare, insieme a tutti coloro che lo vorranno, il tanto auspicato quanto mai attuato rilancio politico-amministrativo. Per l’esclusivo bene della città.