La sinistra che volevate.

1 12 2009

Comincio a credere che la costante tendenza all’autolesionismo, nel centrosinistra, sarà un connotato che non potremo più toglierci di dosso. Quello che sta accadendo in Puglia, fronte candidatura a Presidente, è quanto di più assurdo potevamo immaginare potesse accadere. Qualcuno lo ipotizzava, qualcun’altro stentava a crederci, altri ancora lo hanno scientemente provocato e attuato. Mettere in discussione Nichi Vendola (che, come tutti, non è esente da colpe e responsabilità, anche sulle vicende oscure e negative della sua gestione), significa mettere in discussione il progetto complessvo del centrosinistra in Puglia. E camuffarlo dietro il banale motivo dell’allargamento della coalizione, è un ulteriore schiaffo all’intelligenza dei Pugliesi. Badate, non è protezionismo, non si tratta di salvare “la capra per salvare i cavoli”, non è il desiderio di trincerarsi dietro l’onesta personalità del “rivoluzionario gentile” per coprire gli errori di una classe dirigente. Si tratta di salvare un patrimonio, una vicenda politica che non ha precedenti nel nostro Paese, un processo - ebbene si, lento - rivoluzionario e mai troppo contundente di gestire la Pubblica Amministrazione e di intendere la politica.

Allora provate a chiederglielo a chi lo immaginava già. A chi ha abindolato le coscienze, vendendo l’inversione di rotta politica all’interno del Partito Democratico, come la medicina che potesse curare il male del non sentir parlare più di sinistra. Agli ispiratori di una piattaforma politico-programmatica che è stata chiara e netta sin dal principio: “allarghiamo la coalizione e torniamo ad un modello che va da Mastella, passa per la socialdemocrazia e arriva a Turigliatto”.

E continuate a chiamarla salvaguardia dei valori nobili della sinistra? E Pierluigi Bersani, in tutto questo, cosa dice? E la mozione che ha portato Sergio Blasi a capo del PD in Puglia, cosa dice? E tutti coloro che hanno dato fiducia ad una linea politica che avrebbe dovuto svegliare le coscienze della - troppe volte invocata quanto mai attuata  - politica di sinistra, che dicono? Ve lo dico io: “Nichi Vendola non può prescindere dal volere di un’intera coalizione e non può essere ostacolo al processo di aggregazione, per cui se necessario deve fare un passo indietro”.  

Ma, mi chiedo: qual’è la coalizione? Chi ne determina i confini? Chi scandisce tempi e modi di aggregazione? Tutto questo non è riformismo, tutto ciò non è progressismo, quel che sta accadendo non è “valore”. E’ solo un vergognoso modo di svincolarsi da un’assunzione di responsabilità. E il maggiore responsabile di questa grave condotta è proprio il Partito Democratico. A tutti i livelli.

Fa specie anche a me, credetemi, sentirmi proferire queste parole. Io che sono nato e cresciuto nel ventre largo della “balena”, io che avrei dovuto gioire per lo spostamento al centro dell’asse. Ma così non è, amici. Ci sono regole e principi ai quali non possiamo derogare; valori, scelte e comportamenti che non si possono sacrificare sull’altare della convenienza e dell’opportunismo.

A meno chè non si scelga la strada più giusta: le Primarie.


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10 responses to “La sinistra che volevate.”

1 12 2009
luca l. (16:29:12) :

Condivido ogni parola…
tranne il fatto che non citi mai il sempre vivo massimino… eh scusa! ma se a Nichi si chiede un passo in dietro dopo solo un mandato di governo regionale x alcuni errori compiuti più x inesperienza che x altro… quanti ne dovremmo chiedere a lui massimino? già ex-dirigente FGCI, ex-dirigente PCI, ex-segretario del PDS, ex-presidente dei DS, ex-Presidente del Consiglio, ex-Ministro degli Esteri, ex-mister PESC… pardon qui è stato trombato! ex-ex-ex! …in questo paese fingiamo che l’unica anomalia si Berlusconi, ma dimmi che forse Blair lo si sente nei TG o sui giornali Inglesi a parlare del suo partito o peggio a piazzare le candidature dei governatori… NO!!
Dai noi invece “el leader massimo” scende profeta in Puglia e convoca l’assemblea regionale!?! già ma con quale autorità? e pretende pure di indicarci la via maestra!?! ma dove andremo a finire?!

Cmq, io una strada da indicare a massimino ce l’avrei… ma ve la dico una altra volta… (non pensate a male…)

io sto dalla parte di Nichi Vendola.

1 12 2009
Poster (17:26:10) :

Azz… allora perde!!!

2 12 2009
Sabino Saccinto (00:21:05) :

Caro Delvecchio, a Bari ci siete stati tutti, voi delegati regionali, quando è arrivato D’Alema con le tavole della legge. Oltre a tutto quanto di politico possiamo dirci, credimi, c’è qualcosa che mi rode di più in particolare e che non mi fa stare quieto.
Tu sei cresciuto nel ventre della balena bianca, io mi aggiravo dalle parti del mammouth rosso, quindi dovrei evitare, in teoria, di dare credito a particolari che purtroppo si rincorrono e non solo sul web.
Sembrerebbe, e mi dispiace che nel tuo post non lo hai riportato, che dietro la scelta di azzerare Nichi Vendola come prossimo candidato alle Regionali, non ci siano solo motivazioni di ordine politico imposte dai democristiani di ritorno, ma perfino un accordo per fare in modo che sull’Acquedotto pugliese ci metta una fische (e forse anche più di una monetina) il suocero di Piercasinando, Caltagirone. Vendola è contrario alla privatizzazione dell’acqua, in specie dell’Acquedotto pugliese, e questa sembra essere stata una delle sue colpe. Qualche settimana fa, ha perfino minacciato di trasformarlo in un ente di diritto pubblico per evitare di passare dalla mannaia dell’ultima delle leggi vergogna. Ora, stranamente viene spodestato, proprio mentre insistenti si fanno le voci di un pressante interessamento di Caltagirone per la spa.
Conosco l’obiezione, solo chiacchiere e distintivo. Una volta si diceva dei magistrati che non solo dvevono essere incorruttibili, ma anche apparirlo. Ora, provate voi ad immaginare se fra qualche mese, magari dopo una sontuosa vittoria che accrediterebbe le teorie di qualche dottor Stranamore nostrano, dovesse pervenirci la notizia che Caltagirone è entrato nel capitale dell’Acquedotto. Non avremmo le prove del patto tra Casini e D’Alema, ma quanti di voi sarebbero, in assoluta buona coscienza, disposti a bruciarsi un braccio a garanzia della perfetta buona fede di Baffino di ferro? Quanti di noi sarebbero disposti a raccontare in giro che quelle son tutte chiacchiere senza riscontri e non esser presi da improvvisi rimorsi o, peggio, immantinenti conati?
Anche in politica, almeno se si vuole essere un tantino credibili, bisogna non solo essere adamantini, ma perfino apparirlo.

Rimango in attesa di un Tuo parere.

2 12 2009
Poster (07:01:07) :

Sabino ti tendo una mano! Gli unici che possono avere interesse nella provatizzazione dell’acqua sono i politicanti di turno che sperano di abbarbicarsi dietro quell’ulteriore elemento di potere!!!!

2 12 2009
enzo delvecchio (18:12:23) :

“Sembrerebbe, e mi dispiace che nel tuo post non lo hai riportato, che dietro la scelta di azzerare Nichi Vendola come prossimo candidato alle Regionali, non ci siano solo motivazioni di ordine politico imposte dai democristiani di ritorno”

Non l’ho riportato, semplicemente perchè non ci sono. La parte democristiana “di ritorno” (come la chiami tu) del PD è tutta schierata a favore della ricandidatura di Nichi Vendola. E ho pure specificato che la scelta è netta e priva di pregiudizi identitari. Almeno per quanto mi riguarda.

Sulla privatizzazione dell’acqua, disegni scenari che potrebbero (come non potrebbero) risultare veri. Sono ipotesi. E sul campo delle ipotesi, si può dire tutto e il suo contrario. Io preferisco aspettare i fatti.

Il mio pensiero sulla privatizzazione dei Servizi pubblici locali è molto simile a quello richiamato dal post precedente. Che, attenzione, non è stato scritto da uomini che si identificano nel centrodestra, ma da uomini che hanno certamente gravitato dalle parti del “mammouth rosso”.

Non solo. Il discorso è molto più generale, riguarda una vasta tipologia di servizi pubblici e non solo l’acqua. Sulla cui gestione, anche strumentalmente, era prevedibile una levata di scudi.

Il mio pensiero - qualora davvero la gestione dovesse passare in mano ai privati - è completamente scevro da sterili pregiudizi. Aspetto, osservo e valuto. Poichè l’obbiettivo finale - quello che dovrebbe interessare a tutti - è sempre e solo l’interessere dei cittadini. In termini di efficienza, efficacia ed economicità. Al di la’ del mezzo col quale lo si raggiunge.

3 12 2009
frustino (09:11:15) :

Scusa se insisto ma “Il mio pensiero - qualora davvero la gestione dovesse passare in mano ai privati - è completamente scevro da sterili pregiudizi. Aspetto, osservo e valuto. Poichè l’obbiettivo finale - quello che dovrebbe interessare a tutti - è sempre e solo l’interessere dei cittadini. In termini di efficienza, efficacia ed economicità. Al di la’ del mezzo col quale lo si raggiunge.”

Non è che ci sia da fare un pensiero, sono le leggi economiche che ti indicano ESATTAMENTE come andranno le cose! E tu che sei un economista dovresti saperlo (e sicuramente lo sai) che efficienza ed efficacia sono obiettivi che NON si raggiungono se non tendendo al massimo profitto.

Ps. E non nascondiamoci dietro il “chi vivrà vedrà” il futuro va programmato con CHI ha la capacità di farlo e non con chi vivrà vedrà!

3 12 2009
enzodelvecchio (16:49:23) :

C’è un tendenza a “mettere il carro davanti ai buoi” che - specie nel nostro Paese - è a dir poco imbarazzante. Per non dire disarmante. Quando dico “qualora dovesse passare in mano ai privati”, lo dico perchè non sono certo che passerà. Almeno in maniera compiuta. Per una serie di motivi, che non ti sto ad elencare, legati alle specificità dei singoli settori: acqua, rifiuti, e servizi pubblici locali di ogni genere.

E se dovesse passare, non è affatto vero che l’efficacia e l’efficienza non si possa raggiungere anche con l’economicità. Ma se così non fosse, ti posso assicurare che a fronte di un servizio eccellente, i cittadini sarebbero disposti anche a pagare qualche euro in più.

Prova a chiederlo ai cittadini Campani.

3 12 2009
Frustino (18:32:18) :

Efficacia ed efficienza sono due termini che non si sposano, fisiologicamente, con il settore pubblico altrimenti, e ovviamente sto sparando grosso, non si curerebbero i malati terminali, non si darebbero alloggi popolari e quant’altro.

Mi spiace, ma non posso chiedere ai Campani se dopo esser stati VIOLENTATI da una classe dirigente OGGETTIVAMENTE da mettere alla gogna possano sentirsi meglio dovendo pagare (ANCORA) per una serie di disservizi CAUSATI dell’Amministrazione Pubblica.

E poi, abbi pazienza, se privatizzassimo tutto e fossimo costretti a pagare tutto, acqua, strade, scuole, sanità, immondizia ecc. ecc. dei politici che ce ne faremmo?

4 12 2009
enzo delvecchio (10:36:18) :

L’acqua, le strade, le scuole, la sanità, l’immondizia, sono servizi che già paghiamo anche senza privatizzazioni. E a fronte di un costo più o meno congruo, si è in presenza di un servizio scadente. Il problema sta proprio li: capire se la gestione di un bene/servizio (che rimane sempre di proprietà pubblica, beninteso), affidata al libero mercato, può essere migliorata in termini di efficienza ed economicità.

Non ha caso ti ho citato il caso Campania (caso estremo, ovviamente); proprio perchè la gestione pubblica delle ex municipalizzate ha creato disservizi e voragini nei bilanci degli enti locali. Quello è un esempio plastico del fallimento del “pubblico” a mezzo della sua classe dirigente (al di la’ del suo colore politico). E la risposta non è: politici incapaci, politici ladri, amministratori inadempienti. O meglio, non è solo quella. Quella è la malattia. Parlare di cura, invece, è diverso. La cura sta nella concezione di nuove possibili forme di gestione.

Gestione sempre in qualche modo controllata, ovviamente. Ed è proprio sul controllo di gestione, infatti, che si incastonano i principi di efficienza, efficacia ed economicità. Che, amio avviso, continuano ad essere compatibili tra loro.

15 12 2009
Frustino (15:28:52) :

Enzo con franchezza… che cacchio stai dicendo? Se le cose pubbliche non funzionano occorre farle funzionare il TUO compito è quello e vedi di onorarlo invece che studiare alternative più redditizie, alle tue casse, che se dovessimo affidare TUTTO al privato tu e tanti altri potreste tranquillamente starvene a casa!

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